Cari soci,
nella
vita arriva sempre un momento in cui bisogna fare qualcosa per gli
altri. Non importa che sia impegno politico, volontariato o
solidarietà. L’importante è mettersi in gioco fissando degli obiettivi
che non si esauriscono in un ambito prettamente personale o familiare,
ma che riguardano “l’altro” o il “bene comune”.
L’altro può essere chiunque, un bambino che rischia di contrarre la
poliomielite in Nigeria o il familiare di un malato terminale che ci
abita accanto; il bene comune può essere portare l’acqua in un villaggio
dell’Ecuador, restaurare un bene artistico della nostra città che
rischia l’abbandono o regalare un sorriso ad una persona anziana.
Io
credo che il Rotary sia grandioso per questo: perché ci consente con un
piccolo contributo di partecipare a grandi progetti internazionali, ma
ci permette anche, con grande entusiasmo, di realizzare piccole
iniziative locali. Piccole, ma non per questo poco importanti!
Quest’anno tocca a me dedicare un po’ del mio tempo al coordinamento di
questa importante organizzazione.
Una
struttura forse qualche volta un po’ arrugginita, un po’ rigida, ma che
proprio grazie alle sue regole e ai suoi cerimoniali si è consolidata
nel tempo unendo sotto uno stesso ideale più di un milione di persone in
tutto il mondo.
Il
mio impegno sarà quello di non farvi pentire di essere Rotariani. Per
fare questo avrò bisogno dei vostri consigli, della vostra esperienza,
delle vostre critiche, ma soprattutto del vostro “orgoglio Rotariano”:
quella consapevolezza, talvolta assopita, di appartenere a qualcosa di
più di un semplice club.
Maria Teresa
Tolentino, 18 luglio 2007